A S. Giovanni in Persiceto (Modena) vive una comunità in cui il DNA di buona parte dei partecipanti è riferibile a flussi migratori altomedievali di impronta germanica e, in particolare longobarda. Del resto il luogo – Persiceto – è ricordato da Paolo Diacono nel VI libro della sua Historia Langobardorum come sede di un ducato. Le tracce genetiche sono state avvalorate da una ricerca genetica compiuta nel 2011 dal Dipartimento di Scienze Biologiche, Geologiche e Ambientali dell’Università di Bologna. Ma un ulteriore elemento caratterizza la <Partecipanza>, ossia l’ente consortile nel quale tali famiglie sono riunite: la proprietà condivisa di circa 3.000 ettari, in massima parte coltivati e in altra parte urbanizzati che sono frutto di antiche concessioni enfiteutiche – di aree originariamente boschive e paludose - effettuate dal Vescovo di Bologna e dall’Abate di Nonantola. Abbazia, quest’ultima, di fondazione longobarda. In base al proprio statuto, la <Partecipanza> (ente con personalità giuridica di diritto privato con autonomia statutaria) effettua ogni nove anni, secondo antichi costumi, la divisione e ridistribuzione della parte coltivabile fra i vari gruppi famigliari. Questa straordinaria realtà – un odierno mondo longobardo in miniatura – sarà presentata il prossimo 23 maggio nel corso di una tavola rotonda intitolata <Longobardi a Persiceto> che si svolgerà nella Casa Fattorale “Ca’ Granda” in via Carradona, 1. Dopo i saluti istituzionali presenteranno relazioni il prof. Alessio Boattini (Università di Bologna), il prof. Pierpaolo Bonacini (Università di Modena e Reggio), il prof. Claudio Azzara (Università di Salerno). Conclusione musicale (panoramica dal 1700 all’Impressionismo del XX secolo) con le chitarre classiche di Carlos Rivero e Monica Paolini.
- ARCHIVIO NEWS
- condividi:
News
-
2026 15 maggio
-
2026 3 maggioCAI Salerno festeggia i suoi primi 40 anni
-
2026 11 marzoChiesa di Sant’Ambrogio alla Rienna, Montecorvino Rovella
