TERRE DELL'ELBA

La 1a macro-area dell’Itinerario <Longobard Ways across Europe> comprende gran parte dei territori a ridosso del tratto finale del fiume Elba. é lo scenario in cui si sviluppò la prima fase storica della tribù longobarda che proprio in queste terre – secondo quanto rilevato dalle ricerche archeologiche – inizia ad assumere caratteristiche riconoscibili rispetto ai tratti poco distinguibili che accomunano l’insieme delle tribù germaniche all’inizio del primo millennio dopo Cristo. La totale assenza di fonti scritte lascia spazio a racconti mitologici d’epoca successiva: anzitutto la celebre Historia Langobardorum scritta nell’VIII secolo d.C. da Paolo Diacono e nella quale si narra – a dire dello stesso autore – la “favola” delle mitiche origini di quelle Genti.

Mito delle origini – I Longobardi in origine si chiamavano Winnili e abitavano in una parte meridionale della penisola scandinava chiamata <Scania>. In quest’area è mancato sinora ogni riscontro oggettivo sulla loro esistenza: una lacuna che forse la ricerca saprà un giorno colmare. Da qui la tribù decise di emigrare in cerca di nuovi territori e, probabilmente, di climi più favorevoli. Il mito sposta subito la scena nel tempo (forse I sec. a.C.) e nei luoghi, lungo la costa sud-occidentale del mar Baltico, in una regione detta <Scoringa> (ipotesi: l’isola di Rügen). Qui si narra dei primi condottieri, i fratelli Ibor e Aio, della “donna magica” Gambara e dei primi scontri armati contro le tribù dei Vandali e degli Assipitti e il mito si arricchisce dell’intervento divino invocato da Gambara per garantire la vittoria alla sua gente. Lo stesso Odino, ispirato dalla dea Frigg, favorisce l’esito positivo dello scontro e attribuisce ai Winnili il nuovo nome di Longobardi.

L’inizio storico – Il nuovo popolo guerriero riprese la marcia verso i territori tra il mar Baltico e il tratto finale del fiume Elba detti <Mauringa> (forse Mecklenburg-Vorpommern) e <Golanda> (Bassa Sassonia). L’odierna interpretazione del mito suggerisce una significativa realtà: l’importante evoluzione sociale e religiosa della tribù. Nel pantheon delle divinità nordiche, Odino e Frigg appartengono alla stirpe guerriera e sovrana degli Asi contrapposta a quella dei Vanir, a loro volta associati a natura, fertilità, magia e preveggenza. Per la tribù di Gambara il mito segnerebbe dunque il passaggio dalle prevalenti attività agricole e dai riti della fertilità a nuove funzioni prevalenti: quelle militari imposte dagli scontri con le tribù locali che si opponevano ai nuovi arrivati. Le vittorie sui vicini produssero effetti importanti: l’acquisizione dei guerrieri vinti, affrancati dalla schiavitù, per rafforzare la propria potenza militare e la predisposizione ad assorbire altre tradizioni e fonderle con le proprie: una condizione che - nel corso del millenario sviluppo della maturazione culturale - porterà i Longobardi a dare origine alla lla Cultura Europea>.

Stirpe di condottieri – Tra i primi e più nobili protagonisti della genealogia longobarda i testi che riportano il mito delle concordano nel riportare il nome di Lethi da cui si originò la prestigiosa dinastia dei Lethingi destinata ad avere un ruolo assoluto nella successiva storia dei Longobardi, soprattutto per quanto riguarda le successive e strategiche alleanze matrimoniali. Questa stirpe fu considerata la più nobile e prestigiosa. Essa ebbe un fondamentale valore nella nascita della stirpe bavarese-lethingia che gran parte ebbe in Italia - con i suoi re - nella storia del Regno longobardo.  

Primi documenti – Le prime testimonianze scritte sull’esistenza delle Genti longobarde si devono a storici e cronisti romani. Nel 5 d.C. Velleio Patercolo nel descrivere la spedizione tra Reno ed Elba del futuro imperatore Tiberio cita i Longobardi come <popolo addirittura più feroce della ferocia germanica>.

Nel 98 d.C. è Tacito nella sua opera a inserire i Longobardi tra gli Herminones (gruppo di germani occidentali), collocando la loro ubicazione alle foci dell’Elba. Nel 167 si ricorda l’incursione di un reparto di guerrieri longobardi nella “Pannonia superiore” unitamente ad altre tribù germaniche settentrionali. Infine i Longobardi sono inclusi nella coalizione di Marcomanni, Quadi, Vandali che si scontrò con le legioni d Marco Aurelio della sua prima campagna germanica (167-169).

Economia - Nel I secolo d.C. il clima nella Germania settentrionale era caratterizzato da condizioni climatiche stabili e relativamente favorevoli, con temperature medie più elevate rispetto ai secoli precedenti. Il paesaggio era dominato da fitte foreste, paludi e zone umide con forti influenze derivanti dalla vicinanza del Mare del Nord e del Baltico. Una situazione che favorì l'insediamento della tribù longobarda. Le iniziali attività, specie femminili, di raccolta dei frutti dei boschi e le coltivazioni (specie orzo e segale) e l’esercizio maschile della caccia e la pesca si rafforzarono con gli allevamenti (ovini, bovini, suini) e cedettero infine il passo a una

Brughiera di Lueneburg

economia di accumulazione resa possibile dalg potere acquisito dai Longobardi sulle tribù assoggettate. L’economia era integrata da altre attività artigianali (utensili in ferro, armi, ceramiche per uso domestico e tessuti). Ma la razzia e la guerra erano pur sempre considerate attività economiche fondamentali per procacciarsi bottini.

Il grande freddo - Nel III secolo la situazione mutò drasticamente: sul nord Germania calò un grande freddo che, causando scarsità di cibo, stimolò nuove e più importanti fasi migratorie. Per i Longobardi fu l’inizio del progressivo spostamento verso il Centro-Est Europa. Un tragitto compiuto risalendo il corso dell’Elba.